La nostra storia

Dal 10 giugno 2016 parte una convenzione sottoscritta con la Regione Puglia, nella persona del dirigente Sezione Sicurezza del cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia sociale Stefano Fumarulo, per l’affidamento in concessione, a titolo gratuito, dell’Azienda Agricola di proprietà regionale “Fortore” per i seguenti interventi:

  • per l’accoglienza, la partecipazione alla vita delle comunità locali, l’integrazione sociale e l’integrazione nel mercato del lavoro degli immigrati;
  • per l’accoglienza e l’integrazione sociali ai richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta, violenze e schiavitù e beneficiari di forme di protezione internazionale;
  • per l’integrazione e il coordinamento degli interventi rivolti agli immigrati e per la governance del sistema degli attori pubblici e del privato sociale attivi nel campo delle politiche migratorie.

A questa ha fatto seguito poi una convenzione sottoscritta, sempre con la Regione Puglia, nell’ambito del progetto SUPREME Italia, per il periodo 4 giugno – 4 dicembre 2020, per l’esercizio in regime di volontariato dell’affidamento in custodia e di attività di accoglienza per lavoratori stagionali presso l’Azienda Agricola di proprietà della regione Puglia “Fortore”, a cui si è anche aggiunta, sempre nel 2020, una convenzione per il periodo 7 agosto-7 ottobre finalizzata all’affidamento del servizio di noleggio senza conducente di veicoli destinati al trasporto dei lavoratori stagionali immigrati nella provincia di Foggia.

Nel 2017 Ghetto Out-Casa Sankara consegue l’iscrizione all’albo comunale delle associazioni e della Consulta delle Associazioni di San Severo che vanta al suo interno circa 80 associazioni attive sul territorio, collaborando da quel momento in avanti, nel corso di tutti questi anni, all’organizzazione di eventi e manifestazioni sia in partnership, sia con proposte proprie e autonome, volte alla promozione del dialogo intergenerazionale e interculturale. In quello stesso anno si è anche iscritta al CSV-Centro di Servizio al Volontariato.

Iscritta nel Registro Generale delle Organizzazioni di Volontariato con il N. identificativo 468, Codice CIFRA: 146/DIR/2021/00468.

Sin dalla sua costituzione la nostra OdV è inoltre attivamente impegnata in progetti culturali, laboratori espressivi, convegni e giornate di sensibilizzazione alle tematiche oggetto della nostra mission, ossia lotta al caporalato, tutela dei diritti dei migranti, inclusione sociale, dialogo interculturale (vedi le sezioni “Casa Sankara” e “Progetti”). Numerose sono state anche le partecipazioni da parte del nostro presidente Papa Latyr Faye e del nostro consigliere Mbaye Ndiaye a Convegni, seminari, trasmissioni televisive e radiofoniche, in qualità di relatori e testimonial, per raccontare la nostra esperienza e attrarre l’attenzione delle istituzioni e dei media sui problemi che quotidianamente affrontiamo in merito all’emersione dall’invisibilità dei migranti, all’inclusione attiva e dignitosa, al rispetto della persona e dei suoi diritti fondamentali.

Attualmente ospitiamo più di 400 persone di 11 nazionalità diverse (Senegal, Mali, Nigeria, Benin, Gambia, Togo, Costa D’avorio, Camerun, Ghana, Niger, Nuova Guinea e Guinea), ciascuna delle quali al momento dell’arrivo sottoscrive un contratto di accoglienza della durata di due anni, unitamente al regolamento interno di cui ci siamo dotati e che tutti coloro che sono a Casa Sankara hanno l’obbligo di rispettare per una convivenza pacifica, rispettosa e responsabile.

In realtà il nostro è un lungo percorso, con tappe che hanno richiesto duro lavoro e tanti sacrifici. E’ un percorso che comincia ben prima del 2016 quando ancora non eravamo una associazione ma un gruppo informale di migranti: già nel lontano 2012 avviammo una battaglia dura e sistematica contro il caporalato e contro l’esistenza dei ghetti in capitanata, luoghi indegni, proponendo sin da subito un progetto alternativo di ospitalità e di autosufficienza. Per un approfondimento suggeriamo di partire dalla lettura di: Khelcom a San Severo, un percorso per la dignità (pubblicato sulla rivista ‘Atlante’ della Treccani).