Casa Sankara. “Un progetto da realizzare tutti insieme”

“Si può fare, ma si può fare insieme”. Con queste parole, Herve Faye – presidente dell’Associazione Casa Sankara – accende un riflettore su un aspetto difficile di ogni progetto di cambiamento: trasmetterne gli obiettivi.

“Se le persone capiscono cosa vogliamo fare, allora possiamo lavorare insieme, convincere le istituzioni che possiamo farcela.”

Nei pressi di San Severo troviamo un esempio importante di accoglienza e inclusione sociale che ospita dalle 300 alle 500 persone: Casa Sankara, uno spazio abbandonato che oggi è diventato luogo del diritto umano alla dignità.

“L’uomo che non lotta per liberarsi, merita tutte le sue catene”, ricorda Herve Faye, e per questo l’Associazione Ghetto out Casa Sankara si impegna nella lotta contro lo sfruttamento sul lavoro e nella denuncia del capolarato, restituendo un progetto di vita a chi ha perso i suoi sogni.

Il centro non vuole essere un alloggio, ma un luogo dal quale partire per ritrovare “la propria casa”. Per questo sono stati creati dei percorsi di attivazione delle competenze, che durano due anni e che prevedono, a seconda delle predisposizioni individuali e con attenzione alle fragilità, laboratori di sartoria e batik, oppure lavoro agricolo nei terreni della struttura. Con quattro aziende locali, inoltre, è già stato sperimentato un nuovo approccio di produzione etica nella filiera del pomodoro che ha portato all’assunzione di 86 ragazzi.

In questi giorni di emergenza sanitaria per contrastare la diffusione del Covid-19, la responsabilità collettiva è molto sentita: gli abitanti del centro si stanno anche impegnando nella produzione di mascherine.

CASA Sankara Associazione Ghetto Out rappresenta il primo passo verso una piena autonomia per le persone che arrivano in Italia in cerca di un futuro di speranza e dignità, una realtà di cui la Puglia non può che essere fiera